1. lo spirito del luogo
Il nome Non si conosce con certezza l'origine del nome.
Tra le ipotesi formulate la più affascinante è quella che prende spunto da un diploma imperiale del
Uno studioso è invece partito dal nome dialettale del paese mrésciu, collegando la sua radice al termine locale mré, che designa le aree soggette alle inondazioni del fiume Bormida; in seguito il nome sarebbe passato, per estensione, a identificare l'intero borgo.
La leggenda vuole invece che Millesimo sia stata fondata in epoca romana da un soldato della legione di Pompeo che, stanco per le lunghe marce che lo vedevano sempre ultimo della fila, e quindi miles imus, al ritorno dalla Spagna non volle più proseguire e si fermò qui.
La Storia
• 1206, 9 novembre il marchese Enrico II Del Carretto, apud pontem Millesimi, fa redigere l'atto di fondazione del Comune, accompagnandolo a tutta una serie di franchigie e immunità per chi avesse scelto di abitare all'interno del borgo. Lo stesso Enrico II del Carretto fonda nel 1212-1216 il monastero femminile cistercense di S. Stefano.
• XIII-XIV sec., Millesimo conosce un periodo di particolare benessere economico frutto della stabilità del feudo dei Del Carretto. L'economia si basa principalmente sull'allevamento di suini e ovini, sui prodotti ortofrutticoli e la coltivazione della vite; molto sviluppati sono pure l'artigiano e il commercio.
•
• 1713, con il trattato di Utrecht il borgo passa al Regno di Savoia.
2. Da vedere
Un centro storico da scoprireA Millesimo bisogna concentrarsi sul centro storico, la cui caratteristica forma triangolare, avente come vertice il castello e come base il palazzo dei Del Carretto, è ben visibile dall'alto, e in tutte le carte d'epoca, ad es. in quella napoleonica del 1806, dove si nota con chiarezza il tracciato delle antiche mura medievali con le torri e le quattro porte di accesso. Bisogna dunque tagliare fuori dallo sguardo la "nuova" Millesimo informe cresciuta a ridosso dell'antico abitato.
La visita può cominciare con il simbolo di questo borgo ligure, il ponte della Gaietta, o "ponte vecchio", uno dei pochi esempi in Italia di ponte fortificato. Il corpo originario risale al XII secolo e si trova citato nell'atto di fondazione del borgo. La torretta serviva come porta sorvegliata per l'accesso a Millesimo dal lato occidentale.
Poco distante dal ponte si trova la casa presso la quale il marchese Enrico II del Carretto firmò nel
Il castello, edificato da Enrico II a difesa dell'abitato, con i castelli di Cengio, Cosseria e Roccavignale costituiva un quadrilatero a protezione della via tra Piemonte e Liguria attraverso le Langhe. La torre in pietra, il maschio e la parete est sono le parti più antiche, risalenti alla seconda metà del XIII secolo. Nel 1989 fu acquistato dal Comune che dieci anni dopo ne iniziò l'opera di restauro e recupero funzionale.
Villa Scarzella, circondata da un magnifico giardino ai piedi del castello, fu edificata nel 1855 da Giuseppe Scarzella che quattro anni prima aveva acquistato i ruderi del castello e il relativo lotto di terreno per costruirvi una residenza estiva. La villa venne ampliata dal figlio ingegnere Alberto Scarzella, sindaco di Millesimo dal 1888 al 1913. Acquistata dal Comune nel 1989, è ora sede del Museo Napoleonico e del Centro visitatori del Bric Tana e della Valle dei Tre Re. Il restauro nel 1989 del palazzo comunale ne ha confermato la contiguità con la cinta muraria del borgo, risalente al XII secolo. Nell'atrio spicca un arco di pietra arenaria perfettamente conservato. Nel 1882 i Del Carretto lo cedettero al Comune di Millesimo. Nella sala consiliare, oltre a pregevoli armature, si trova l'altare presso il quale, il 17 agosto 1809, Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, assistette alla Messa. Nella sala della Giunta, al piano superiore, il 15 o 16 aprile 1796 il Bonaparte ricevette le bandiere strappate ai Piemontesi dopo la presa del castello di Cosseria.
Di proprietà dei monaci di S. Antonio Abate, la chiesa parrocchiale era uno dei tre monasteri esistenti in Millesimo. Fu consacrata nel 1467 da Pietro del Carretto, primo Vescovo di Alba. Nell'interno si trovano opere pregevoli: l'acquasantiera in marmo bianco del
Fuori del centro storico sorge Santa Maria extra muros, un edificio a pianta basilicale del XII secolo, di stile romanico, diviso in tre navate da archi a tutto sesto e dotato di un campanile a cinque ordini del XV secolo. Questa pieve si trova citata su un documento del 998 con la denominazione di S. Petri de Melesino. Dopo secoli di incuria e di abbandono durante i quali è stata anche cimitero del paese, a partire dal 1960 è stata restaurata e restituita al culto. L'interno presenta una pregevole vasca battesimale risalente alle origini della chiesa e interessanti affreschi in stile gotico, oggetto di una recente campagna di recupero.
Proprietà dei monaci del Monastero di S. Pietro di Savigliano, il monastero di S. Stefano fu acquistato dal marchese Enrico II del Carretto e donato nel 1216 alle monache dell'ordine cistercense di Santa Maria de Betton (in Savoia).
Accanto all'originale chiesa romanica, trasformata nel '
3. i piaceri & sapori
Il prodotto del borgoCittà del tartufo, Millesimo e le colline della zona sono terre di caccia degli esperti tartufai, organizzati in associazione.
Il pregiato tubero, sia nero che bianco, è protagonista in settembre di un'importante festa.
I sapori locali sono anche quelli dei dolci al cioccolato e liquore, i celebri "millesini al rhum".
Il piatto del borgo
La gastronomia locale è naturalmente ispirata dal tartufo, ma non solo.
Altre prelibatezze sono la giuncata, un tipo di ricotta ricavata dal latte di pecora, la tira, pasta di pane farcita di salsiccia e cotta in forno, e i Fazzini, pasta da pizza con sugo di pomodoro, basilico e aglio.
4. Eventi
Gli eventi del borgo
Al momento non sono pervenute segnalazioni per questo Borgo.Si prega consultare il Sito Web del Borgo
www.comunemillesimo.it